Il blog dell'Accademia

Il lato oscuro della comicità

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Nessun campo di energia mistica controlla il mio destino. Sono soltanto dei semplici trucchi e delle idiozie.

Da mesi, sui social infiammano le polemiche sui programmi, sui laboratori, su tutto quello che riguarda la comicità. Al confronto, la discussione fra ANPI e Governo sulla riforma costituzionale sembra una partita a biglie fra ragazzini.

Poi, ti capita il 22 di maggio di andare al circolo Har Baje di Milano, e assistere allo spettacolo Paranoie Comiche. E vedere come la penna di Roberto Gavelli, la regia di Davide Colavini e l'interpretazione di Stefania Carcupino possano svelare il lato oscuro della comicità. Comicità che è sicuramente cambiata negli ultimi anni. Un tempo c'era la televisione con i suoi programmi comici e spettacoli fatti da un unico comico nei locali più disparati, sempre con una domanda in testa "ma mi pagheranno quanto concordato?"

Ora, siamo invasi dai talent e dai laboratori. Talent dove si è obbligati a mettersi in gioco per continuare a mantenere un minimo di visibilità, e laboratori dove si finge di provare pezzi (la richiesta "porta repertorio mi raccomando" non è mai arrivata a nessuno?). Considerando che il prossimo talent sarà basato su 5 ragazze che vogliono farsi suore (e ahimé non sto scherzando)... e che la domanda che ci si fa ai laboratori ormai è "non è che mi chiedono di pagare qualcosa stasera?"... il panorama è desolante.

In un'ora di spettacolo, Stefania - alternandosi fra i due lati del palco, la vita vera e i sogni - usa il racconto di Roberto per raccontarci il lato oscuro della comicità. Le richieste fatte dal vice-aiuto-autore, che poi saranno corrette dall'aiuto-autore, che poi avranno l'avvallo (o la cancellazione) dell'autore... e così via. Un mondo fatto di deleghe e di imposizioni, dove ormai "guarda che dietro di te ce ne sono altri 1.000". In fondo un richiamo ai lemmings, e al loro spingersi per cadere nel precipizio.

Il buon Gavelli ha usato la sua lucida cattiveria per raccontare tutto questo. Raccontare come dietro le risate che il pubblico si gode ci sia un lato oscuro. Così come dietro ai clown del circo ci sia una realtà che il pubblico non vede, ma i comici vivono sulla pelle. Non una realtà drammatica (sicuramente c'è chi sta peggio) ma una realtà non simpatica, diciamo così.

Unica critica che posso muovere: è uno spettacolo che viene compreso e goduto di più dagli addetti ai lavori. Al pubblico non del mestiere arrivano le battute, ridono e partecipano ma non possono essere coinvolti fino in fondo.
I comici ridono amaro, si guardano fra di loro e si contano le cicatrici sulla pelle. Quindi, per chi in questo mondo ci lavora o ci vuole entrare... da vedere!

Roberto Gavelli è la voce di Ananasblog.

Davide Colavini è l'autore del libro Il fondo dello spettacolo.

Stefania Carcupino è attrice, musicista, clown musicale poetico e molto altro ancora!

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Claudio Zucca

Presidente e direttore didattico dell'Accademia. Insegnante guida del corso di Stand-up e di scrittura comica e creativa.

Sito web: www.accademiadelcomico.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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