SBULLONIAMOCI (parte 1)
Parliamo di bullismo con leggerezza e intelligenza, per aiutare ragazze e ragazzi adolescenti a riconoscerlo, capirlo e non sentirsi soli.
Perché anche una risata, a volte, può diventare un modo forte per dire: questo non fa ridere.
(testi di Eleonora Tè, Fabio Tosoni, Francesco Patierno, Sacha Puddu)
La chiave di volta (di Sacha Puddu)
Qualcuno ha una chiave inglese? Mi serve per sbullonare un bullo. La caratteristica della chiave inglese è quella di avere una misura che si adatta alla necessità. Anche i bulli non sono tutti uguali; per poterli sbullonare bisogna prima prendergli le misure.
Lasciate perdere il QI, quello non serve. Anche l’encefalogramma lo escluderei, tanto sarebbe una linea piatta. La sfida principale è riuscire a far ragionare qualcuno che non è abituato a farlo. Usare la dialettica è uno spreco di talento. I veri antagonisti del bullo comunque sono i testimoni, che mai devono far finta di niente e girarsi dall’altra parte. Siate presenti sempre e comunque.
Da boomer a boollismo (di Eleonora Tè)
Da buona millenial, non sono cresciuta da subito nel mondo dei social come voi. Non avevo il cyber bullismo, io avevo il bullismo diretto. E infatti, i bulli usavano parole e mani, non come adesso che usate principalmente le dita… siete avanti!!
A scuola se a qualcuna o qualcuno non piacevano le mie orecchie a sventola, me lo dicevano! oppure, quando avevo un sacco di brufoli, i bulli me lo facevano notare fino al punto che tutta la mia faccia diventava del colore rosso specifico solo dei migliori brufoli adolescenziali. Voi adesso probabilmente ci fareste una challenge su TikTok, chi con il pus dei brufoli di Eleonora riesce a refillare più oreo!!
Un bullo è per sempre (di Francesco Patierno)
Mi ricordo quando ero lì in mezzo a voi, spensierati, in preda agli ormoni, con la musica sparata a cannone e privi della consapevolezza più importante di tutti: SIETE SOLO DI PASSAGGIO!
E cazzo se lo so bene… perché alla vostra età non pensavo alle conseguenze, ero accompagnato da un senso di immortalità che mi permetteva di fare qualsiasi cosa: scherzi telefonici, scherzi alle vecchiette con giochi di parole e ciulare i tappini delle valvole delle ruote dalle auto parcheggiate!
Che bella l’adolescenza! Fai un mucchio di cazzate e non ti beccano mai, zero conseguenze!
Questo è quello che credi almeno. Ma soprattutto è quello che accade con gli amici, fuori da scuola.
Perché a ricreazione la storia cambia un po’: scherzi, spintoni, insulti gratuiti, gavettoni…
Che grasse risate! Per gli altri.
Per me non è stato così divertente, del resto ero dall’altra parte. Ad un certo punto ero arrivato a vivermela con lo stesso entusiasmo con il quale una mucca va verso il suo destino da hamburger.
Questo ragazzi e ragazze, ha un nome ben preciso: bullismo.
E la cosa ironica è che quando lo conosci poi non ti molla più. Ti segue come un’ombra per il resto della tua vita. Non parlo solo dei segni più o meno evidenti che lascia in noi, parlo della sua presenza da adulti.
Come per esempio quando sei fermo in macchina, in fila da mezz’ora assieme a tutte le altre macchine e ad un tratto arriva lui, il bullo, che salta la fila di prepotenza passando davanti a tutti.
Il rischio che si corre ovviamente è che ad atto di bullismo si risponda con altro bullismo, anche se va detto che in questo caso gridargli “coglione” non è altro che riconoscere la sua natura!
Per non parlare dei famosi leoni da tastiera, forti del fatto di non avere fisicamente davanti a loro la vittima si sentono liberi di accanirsi liberando fiumi di odio sotto forma di parole. Questi andrebbero rinchiusi dentro specifici zoo, sarebbero popolati da gabbie piene di deficienti.
Tanto va Don Abbondio al bagno che… (di Fabio Tosoni)
Allora ragazzi, oggi vi parlerò dell’anello mancate tra l’uomo e la scimmia.

In accademia potrai incontrare grandi professionisti del mondo della comicità, imparare da loro ma soprattutto trovare il tuo modo di far ridere. Nella nostra scuola, infatti, non si insegna “un metodo”: preferiamo accompagnarti alla ricerca del tuo sguardo sul mondo, di quella prospettiva unica sulle cose che ti permetterà di sperimentare la tua chiave comica. Personale e irripetibile.

